Perché l’Apple TV è una sola (nel senso di fregatura)

Sono ormai 3 mesi che ho comprato la Apple TV 4K, e mi sono reso conto che sono soldi buttati. In primo luogo l’Italia è mal servita in quanto ad app e funzionalità. Gran parte di quanto pubblicizzato, da noi non funziona, neppure Siri è abilitato.


Poi se guardiamo le applicazioni disponibili nel bel paese, scopriamo che molte di quelle presenti nelle Smart tv non ci sono, e che i broadcaster nostrani, tipo Sky, ben si guardano da fornire un app compatible, nonostante ci sia per iPad, mentre all’estero le troviamo tutte.
Poi la competizione porta a delle limitazioni davvero ridicole, come i video di YouTube non sono a 4K perché Apple non implementa i formati pensati da Google.
Insomma, se confrontata con una Smart TV Samsung o LG, che conosco bene, non da nulla in più da punto di vista squisitamente televisivo.

Se invece guardiamo al mondo dei giochi, allora le cose cambiano. Ci sono parecchie app videoludiche, che però costano carissime rispetto alla versione iPad e spesso sono di qualità inferiore.

Resta solo la condivisione dello schermo nativa per i dispositivi Apple, ma detta tutta per un uso domestico, non vale poi molto.

Tirate le somme, per gli stessi soldi si può acquistare una console che di certo ci darà maggiori soddisfazioni.

Scrivere un immagine ISO da MacOS-OSX su una chiavetta USB

Ormai le unità CD/DVD sono completamente scomparse dai nostri Mac, ma spesso rimane la necessità di installare qualche distro Debian o Ubuntu su un PC che a sua volta non ha il DVD.

Il problema nasce una volta scaricato il file ISO dal sito della distro: come faccio a metterlo sulla chiavetta?

Fortunatamente il Mac ha tutto quello che serve a bordo, ma dobbiamo operare da command line, quindi cominciamo con l’aprire il terminal.

La prima cosa da fare è trasformare l’immagine ISO in un formato avviabile da chiavetta USB, perchè nel suo formato base non è “Bootable”.

Il comando da esegire è:

hdiutil convert -format UDRW -o Downloads/ubuntu.img  Downloads/ubuntu-16.04.2-desktop-i386.iso

Il file che otterremo ha l’estensione .dmg, è un default del Mac, ma va bene lo stesso.

Il passo successivo è infilare la chiavetta USB nello slot, e vedere come è stata montata dal sistema.

per fare ciò, eseguiamo il seguente comando:

diskutil list

il risultato sarà:

dev/disk0 (internal, physical):
#: TYPE NAME SIZE IDENTIFIER
0: GUID_partition_scheme *500.3 GB disk0
1: EFI EFI 209.7 MB disk0s1
2: Apple_CoreStorage Macintosh HD 499.4 GB disk0s2
3: Apple_Boot Recovery HD 650.0 MB disk0s3

/dev/disk1 (internal, virtual):
#: TYPE NAME SIZE IDENTIFIER
0: Macintosh HD +499.0 GB disk1
Logical Volume on disk0s2
3AE302D4-9B15-463E-911C-87EF564A95E9
Unencrypted

/dev/disk2 (external, physical):
#: TYPE NAME SIZE IDENTIFIER
0: GUID_partition_scheme *7.9 GB disk2
1: EFI 209.7 MB disk2s1

Il device che andremo ad utilizzare è quello marcato come External – Physical, nel mio caso il /dev/disk2, ma può variare a seconda delle configurazioni.

Prima di tutto andiamo a recuperare tutto lo spazio utile con:

diskutil partitionDisk /dev/disk2 1 "Free Space" "unused" "100%"

Attenzione, questa operazione cancellera tutto il conetenuto della chiavetta.

Quindi proseguiamo con linstallazione dell’immagine appena creata con il seguente comando:

sudo dd if=~/Downloads/ubuntu.img.dmg of=/dev/rdisk3 bs=1m

Ci vuole un pò di pazienza, perchè la scrittura non da evidenza della progressione, quindi attendiamo finchè il cursore non ritorna riportando la quantità di dati scritti.

Probabilmente il sistema ci restituirà anche un bell’errore, perchè il Mac non riconosce il filesystem. Se vi capita, semplicemente confermate l’espulsione, altrimenti, date il segente comando:

diskutil eject /dev/disk2

A questo punto avete la vostra chiavetta avviabile con l’installazione pronta per essere eseguita sul vostro PC.

Idetificare il “decision maker”

Indipendentemente dal settore in cui lavorate, identificare il “decision maker”, ovvero chi ha potere decisionale, è fondamentale per arrivare rapidamente ad una chiusura. Spesso la persona con cui trattate fa da frangiflutti per che veramente decide, raccogliendo informazioni su di voi e su cosa proponete, senza farli perdere tempo.Decision-Maker
Per questo è importante riuscire ad individuare chi è la persona che alla fine dirà si o no, per strutturare il discorso in modo da destare la sua attenzione anche se non è la persona con cui si sta parlando.
Fate di tutto per individuare chi decide, e trovate il modo di arrivare a lui, fissare un appuntamento e avere una reale chance di chiudere la trattativa.

Quindi, quando registrate la vostra opportunità, qualsiasi sia il suo esito, è importante annotare i ruoli delle persone con cui vi siete confrontati, così da mappare l’azienda e avere maggiori possibilità la prossima volta.

Convertitore di coordinate da CSV a GPX

Utile per convertire i file CSV con l’elenco degli AUTOVELOX in uno compatibile con il formato GPX utilizzato ad esempio nei navigatori Volvo.

Il programma è banale, basta trascinarci sopra un file .csv con le coordinate espresse il longitudine, latitudine e nome per ottenere il corrispondente file .gpx.

Spero possa servire a qualcuno oltre che a me.

CSV2GPX.exe (51,50 kb)

Venticinque

Il mio lavoro mi porta a concentrarmi per troppo tempo su procedure, codice o documenti, portandomi inesorabilmente a non vedere più i problemi o a cercare soluzioni senza fermarmi a riflettere.

Per questo ho realizzato una piccola applicazione che mi consente di tenere sott’occhio il tempo che passa ed essere avvisato con dei messaggi OSD ad intervalli regolari. Per la mia esperienza il tempo da dedicare alla concetrazione continuativa non deve superare i 25 minuti, ed è per questo che ho chiamato l’applicazione Venticinque e ho impostato gli intervalli in questo modo.

Non pensavo di distribuirla, quindi è abbastanza grezza, ma qualche amico la ha apprezzata, quindi eccola qui.

Venticinque.exe (254,00 kb)

20 anni di web

Giusto 20 anni fa nasceva il World-Wide-Web al CERN di Ginevra. mi fa sentire vecchio, anche se il mio esordio su internet è avvenuto appena nel 1995. Ricordo bene i primi test per mettere in rete un server, le spese esorbitanti di connettività e l’incubo di capire come si configurava Bind.
Erano tempi in cui non si poteva googlare quello che non si sapeva. lo strumento di ricerca principe era Gopher, che molti non sanno neanche cosa sia, e non bastava digitare quattro parole per avere tutto a portata di mano.
Poi è venuto Mosaic, Netscape che ha aperto la strada al business con l’SSL ed Eudora che ancora oggi darebbe filo da torcere ad Outlook & C.
Tanti ricordi di un tempo passato che ci ha cambiato la vita.

Buon compleanno WWW!

Bio

Grande appassionato di informatica e telematica mi sono avvicinato giovanissimo al mondo dei computer e delle BBS (Bullettin Board Systems) collaborando attivamente con due gruppi della scena italiana (DemoScene). Nel contempo, mentre dedicavo il poco tempo libero allo studio, ho iniziato a sviluppare software per alcuni committenti pubblici e privati. Avevo 15 anni e da allora non ho più smesso di interessarmi a 360° a tutto quello che l’informatica può offrire.

Alcune pietre miliari della mia vita che vale la pena ricordare sono la fondazione di uno dei primi ISP italiani, il trasferimento in Veneto per dedicarmi allo sviluppo tecnologico del progetto Netfraternity, il matrimonio con la mia socia Maria Sole, la lunga collaborazione con Casa.it, il progetto Tustena CRM e i miei due figli Alessio e Federico.

Negli ultimi 15 anni, un po’ per passione e un po’ per necessità mi sono addentrato nel mondo del marketing e della comunicazione multicanale, per affinare le mie conoscenze e comprendere tutti i segreti del SEO/SEM, CRM, mail e tele-marketing sia da punto di vista tecnico che operativo.

Per me è importante sapere come funzionano le cose prima di utilizzarle, e questo mi spinge ad approfondire tutte le tematiche che affronto. L’esperienza accumulata e la passione per il mio lavoro mi porta ad individuare con naturalezza e velocità il bandolo della matassa e risolvere velocemente qualsiasi problema informatico.

Adesso ho 40+ anni, vivo sui colli asolani con la mia famiglia, lavoro ad Asolo con mia moglie nella nostra azienda Digita, dove mi dedico allo sviluppo continuo di Tustena CRM (di sicuro il miglior software CRM italiano) e continuo a sfornare troppe idee e ad avere troppo poco tempo per realizzarle.

Dal 2012 la Digita è entrata a far parte del gruppo TeamStystem ed oggi ricopro la posizione di amministratore delegato della controllata oltre ad essere il responsabile dei progetti CRM.

Avere A: senza avere il lettore di floppy disk

Un'amica di mia moglie ha un software che per funzionare cerca di accedere ai dati presenti in un dischetto fornito assieme al programma.

Il problema è che lei non ha il lettore di floppy sul suo computer portatile, e il programma vuole per forza accedere all'unità A: per leggere i dati. [more]

A mio parere la soluzione più semplice è copiare il contenuto del floppy su un computer che ne ha (ancora) uno  e travasarlo quindi in una cartella del PC su cui gira il programma.

A questo punto aprendo il command prompt (Start -> Esegui: cmd) vado a digitare:

net use a: \\127.0.0.1\c$\floppy /PERSISTENT:YES

presumendo che ho creato la cartella floppy in c: e il programma dovrebbe funzionare.