Il Nobel per l’inutile

Girovagando per internet in una giornata uggiosa ho scoperto una cosa molto curiosa: Il Premio Ig Nobel, una parodia del Premio Nobel patrocinata dall’università di Harvard e assegnata due settimane prima di quest’ultimo per ricerche scientifiche di dubbia utilità.

Vale la pena dare un’occhiata alle ricerche premiate negli ultimi anni, perché fanno capire quanto tempo hanno da perdere certi ricercatori, e in particolare quanti soldi vengono sprecati per delle idiozie.

Il corriere.it ha inoltre stilato una lista dei più significativi, assolutamente da non perdere.

Il marketing del complotto

Cerchi nel grano, scie chimiche, bambini malati da aiutare, sono solo alcuni dei misteri che circolano su internet, per poi sfociare in fantasiose teorie di complotto.

Ma cosa c’è realmente dietro a queste azioni di comunicazione virale?

E’ proprio il marketing la chiave di tutto. Sono notizie curiose, spesso misteriose e incomprensibili, che destano l’interesse di moltissime persone e in particolare sono oggetto di culto per giornali e trasmissioni televisive che trovano in queste argomentazione, spunto per attirare audience. [more]

Inoltre ricondurre il tutto ad un qualche complotto ordito da misteriose multinazionali o governi spregiudicati, aiuta a insinuare il dubbio nella popolazione ed evita agli inventori del mito di dover dare prove tangibili, visto che c’è chi ha l’interesse e il potere per insabbiare il tutto.

Ma a che fine viene fatto tutto questo tam-tam mediatico su argomentazioni senza fondamento?

E’ una nuova forma di commercio: lo scopritore dei segreti alla base del complotto si troverà presto a pubblicare libri sull’argomento, vendere DVD e verrà pagato per riportare le sue scoperte in improbabili programmi televisivi a caccia di misteri che avranno così nuove argomentazioni da trattare.

Internet e i media offrono un’ parco clienti enorme, dove sarà sempre facile trovare dei fanatici del complotto o persone facilmente suggestionabili a cui propinare le proprie verità ad un prezzo molto interessante.

Sparando nel mucchio, quindi il risultato è sempre apprezzabile, specialmente se si dispone di una platea molto vasta su cui agire. Quindi gli elementi per una campagna di marketing ben riuscita ci sono tutti: un vasto parco di potenziali clienti, costi contenuti di comunicazione, e un prodotto che vale poco, interessa a molti e rende tanto. Cosa si può volere di più?

Identità digitale post mortem?

Oggigiorno la nostra vita ha una controfigura online. Con Facebook, GMail, Flickr, Twitter e altri social media, parte della identità digitale è contenuta in questi archivi che potrebbero benissimo sopravviverci.

Cosa succede in questo infausto caso? Chi avrà accesso alle nostre risorse e quali vogliamo realmente che vengano “ereditate” dagli aventi diritto?

Un interessante articolo sul Time riporta alcuni casi e offre lo spunto per delle interessanti opzioni.

E voi cosa ne pensate?

Cosa intendi per CRM?

Il termine CRM è stato abusato e rigirato al punto da aver perso completamente un’identità. Quando si sente parlare di CRM, bisogna sempre chiedere nello specifico di cosa si stia parlando e quali strumenti sono stati messi in campo, altrimenti si rischia di parlare di due cose diverse.[more]

Originariamente era un acronimo di SFA (sales force automation), ed indentificava il complesso delle attività di prevendita e gestione delle opportunità commerciale.

Oggi sotto l’ombrello del CRM troviamo invece un mondo di servizi:

  • Contact and Customer Management
  • Customer Communications Management (sia Inbound che Outbound)
  • Loyalty Management
  • Customer Segmentation
  • Campaign Management
  • Support Management
  • Social Networking
  • Marketing Operativo (cross-sell and up-sell)
  • Services Management

e moltissime altre terminologie che vengono tutte ricondotte al termine CRM.

Perché l’utilizzo massivo del termine ha portato a concentrare in esso tutti gli aspetti operativi e analitici di un approccio Customer-Centric al mercato, evolvendo così il concetto di Customer Relationship Management a ogni attività che coinvolga o condizioni il cliente.

Che sia arrivato il momento di individuare nuove terminologie e mandare in pensione il termine CRM?

RFM, chi è questo sconosciuto?

Si sente spesso parlare di LTV (Lifetime Value),un termine che infesta i blog di CRM ma che viene raramente applicato a causa della complessità e delle molteplici variabili che entrano in gioco per una corretta analisi.

L’RFM o Recency, Frequency, Monetary Value, e una tecnica di analisi per segmentazione in uso da oltre 40 anni nel settore dei direct marketing.
Pur essendo una metodologia datata, è comunque attuale e relativamente semplice da utilizzare, rendendola una scelta consigliata per chi inizia a fare analisi sul ROI (ritorno dell’investimento) senza addentrarsi in sofisticate tecniche di data mining. [more]

Alla base della metodologia, si presuppone che il cliente che ha comprato di recente e acquista con frequenza spendendo molto, è il cliente migliore per le campagne di marketing future.

Detto così sembra addirittura stupido e ovvio, ma in termini operativi, permette di focalizzarsi su un segmento di clienti che a seguito di una campagna di marketing mirata, dovrebbero dare gli stessi risultati di una campagna massiva ma con un minore impiego di risorse.

In sostanza si vuole comunicare solo con chi è pronto a rispondere riducendo di molto l’investimento in comunicazione.

Ma vediamo come funziona:

La segmentazione semplice consiste nel prendere i 3 elementi di valutazione, ovvero

  1. Attualità
  2. Frequenza
  3. Spesa

Per ognuno degli elementi si va a disporli in ordine ascendente suddividendoli in 5 blocchi portando i più rilevanti al vertice.
Otterremo così 3 colonne da 5 elementi ciascuna dove la prima riga contiene l’insieme dei clienti più interessanti in assoluto.

A questo approccio di base si possono poi applicare svariati metodi di permutazione statistica che offrono diversi punti di vista nell’interpretazione del dati, tenendo sempre d’acconto che l’Attualità dell’acquisto è più importante della frequenza, che a sua volta è più importante della spesa.

Nella realtà poi ci si può trovare in particolare condizioni in cui a prevalere è la spesa o la frequenza a causa di una migliore risposta di quel dato segmento. Ma in termini genali, questo è un buon punto di inizio.

Approfondimenti:
http://www.staffordsbsg.com/RFM_Whitepaper.pdf

Le nuvole si addensano sul Cloud Computing di SugarCRM


Sono passati tre mesi dall'ingresso in Sugar CRM di Larry Augustin come nuovo CEO al posto dell'uscente fondatore John Roberts, che è stato defenestrato senza particolari spiegazioni.

Ad un intervista rilasciata nei giorni scorsi a Search CRM. com, Larry ha parlato dei vantaggi di avere i sorgenti (*), e di come i competitor sono rimasti indietro sul concetto di aggiornamento con rilasci periodici compresi nel canone [more] (ndr e dove sta la novità?).

Insomma, niente di nuovo in merito a strategie e futuro di un business in cui tutti sembrano guadagnare grazie al loro lavoro, ma che per quanto li riguarda non sta dando i frutti sperati.

IL cambio al vertice di Sugar CRM lascia aperti parecchi interrogativi sulla sostenibilità del modello fino ad ora applicato dalla società statunitense.

Fondata nel 2004, ha trasformato quelle che era in origine un progetto opensource, in un business con alle spalle finanziamenti per oltre 46 milioni di dollari.

L'obiettivo era quello di competere con il gigante del CRM web-based americano SalesForce.com, ma dai dati di vendita dichiarati, il target dei clienti paganti è medio-basso, e ne conta appena 4000.

Troppo pochi a fronte di un enorme investimento che evidentemente ha portato ad un prodotto che si discosta troppo poco dalla sua versione free e che non fa breccia negli utilizzatori più esigenti.

In che modo il nuovo CEO risolverà la questione e riuscirà a soddisfare gli investitore che non vedono alcuna via d'uscita da questo business?

* quando si parla di sorgenti aperti si parla solo dei vantaggi, ma ci sono anche degli svantaggi legati ad applicazioni mission critical. Questa ricerca in Google (http://www.google.com/search?q=SUGARCRM+VULNERABILITY) dimostra quanto la disponibilità di sorgenti sia utili nella ricerca di vulnerabilità da parte di hackers e malintenzionati o semplici concorrenti.

Fonti:

http://www.theregister.co.uk/2009/05/07/john_roberts_sugarcrm/
http://search crm. techtarget.com/news/article/0,289142,sid11_gci1364524,00.html

Un po’ di vecchi Post e il nuovo Blog

La voglia di scrivere sul blog va e viene, ed ad ogni interruzione, mi ritrovo a dover aggiornare il motore del blog, o come in questo caso a sostituirlo.

Passando a BlogEngine.Net ho avuto seri problemi di compatibilità con i vecchi post che non riuscivo più ad importare.

Ed è per questo che ho deciso di dare un taglio al passato e di tenermi solo alcune “perle di saggezza” tecnologiche che mi possono tornare utili.

L’argomento forte di questa nuova versione del mio blog, sarà il CRM, argomento che finora trattavo solo sul sito aziendale www.digita.it e su quello del nostro meraviglioso www.Tustena.com.

Allora si comincia!