Ne parlano tutti, o almeno tutti gli addetti al settore. Il Social CRM è alle porte, dopo il Cloud un nuovo acronimo invaderà le nostre newsletter.
Io personalmente non vedo nello strumento CRM la piattaforma per un Customer Relationship Sociale, o almeno non ancora.
Strumenti principe di questo modo di relazionare sono Twitter, Facebook, Linkedin, ecc. ma avere un tool all’interno del nostro applicativo che ne consenta la consultazione o l’aggregazione, non è di fatto un’azione di CRM Sociale. Le attuali fonti sono troppo disgregate e il mercato del Social Networking è ancora in continua evoluzione senza logiche di interoperabilità consolidate.
Basta un niente e i player di oggi potrebbero sparire nel nulla in pochi mesi così come sono nati. Un esempio è il founding appena ricevuto da Twitter di oltre 100 milioni di dollari per consolidare la posizione sul mercato nonostante siano già leader indiscussi.
Questo non significa che la gente smetterebbe di comunicare, anzi nasceranno sempre nuovi strumenti, e molti di questi per offrire una comunicazione più libera e garantire una maggiore privacy potrebbero decidere di non divulgare i contenuti, o limitarne l’accesso in particolare a strumenti di marketing automatizzati.
E’ ancora presto per poter definire come dovrà funzionare un sistema SCRM in grado di interoperare in modo concreto e funzionale con i Social Network e dare qualcosa di più che una ricerca in Google non faccia già.
I fautori del CRM sociale rimangono in prima battuta le persone. Il CRM rimane un valido strumento di supporto, ma in questo caso ancora più che in altri, sta all’uomo il compito di comprendere e al software quello di gestire.
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