Siamo tutti abituati ricevere telefonate quotidiane dai nostri fornitori, alcune sono interessanti, altre fastidiose. Molto dipende dallo stato d’animo che abbiamo quel giorno, ma un fattore in particolare ne influenza particolarmente l’esito.
Ipotizziamo una chiamata tipo:
Fornitore: Buon giorno signor Straus, come sta? Tutto bene?
Io: Si grazie tutto bene, e Lei?
Fornitore: Anch’io grazie, anche se in questi giorni piove un po' troppo.
Io: Eh si, a chi lo dice. (risposta automatica)
Fornitore: La chiamavo per sapere a che punto eravate con la valutazione della nostra offerta.
Io: (penso) non poteva chiedermelo subito o mandarmi un’email senza farmi perdere tempo.
Io: (rispondo) Stiamo ancora valutando l’offerta, le farò sapere non appena avremo preso una decisione.
Più o meno la conversazione si svolge in questo modo, e mi capita più volte al giorno.
Ora cosa c’è di sbagliato?
L’errore sta nel contenuto della telefonata. Ovvero cosa so di nuovo sull’offerta dopo questa conversazione? Niente, tranne che mi stanno mettendo pressione per prendere una decisione, e la cosa spesso infastidisce.
Quindi cosa bisogna fare? Aspettare che il cliente richiami? No, perché non siete l’unico fornitore e qualcun altro potrebbe precedervi con me mosse giuste.
Ma quali sono?
Intanto bisogna comprendere che qualsiasi telefonata che si fa al cliente in fase di trattativa è da considerarsi alla stregua del primo contatto, quindi va pianificata con altrettanta cura.
Inoltre l’aspetto che ne influenza l’esito, è la qualità dell’informazione che riuscirete a trasmettere. E’ importante aggiungere qualcosa di nuovo al rapporto. Offrire al cliente un’informazione in più, che può essere decisiva come semplicemente ravvivare il suo interesse.
Per esempio si può raccontare l’esperienza di un altro cliente che ha raggiunto (grazie a voi) gli stessi obiettivi che lui si prefigge. Oppure introdurre o approfondire delle caratteristiche dell'offerta che non erano state messe in evidenza prima.
L’importante è non essere banali e scontato, ma attirare l’attenzione dell’interlocutore parlando di qualcosa di concreto che lasci una traccia e non semplicemente del tempo.
Provate e vedrete subito la differenza!
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